Allenare la voce non significa soltanto frequentare un corso o lavorare in sala. Una parte importante del percorso passa dalla continuità: riprendere concetti già studiati, esercitarsi con regolarità, mantenere attiva l’attenzione sulla dizione, sulla respirazione, sull’articolazione e sui meccanismi della recitazione.
Da questa idea nasce LCV, la nuova app gratuita di Lavorare con la Voce, pensata per offrire uno spazio semplice e immediato in cui allenarsi ogni giorno, direttamente dal telefono.
LCV è accessibile liberamente e non richiede registrazione. Non serve creare un account, inserire un indirizzo email o sottoscrivere un abbonamento. Si apre l’app e si può iniziare subito.
Ci sono persone che parlano tranquillamente per ore con gli amici, al lavoro, al telefono o in famiglia. Poi si accende un microfono e succede qualcosa: la voce cambia, il respiro si irrigidisce e le parole sembrano improvvisamente meno naturali. A quel punto arriva spesso un pensiero immediato: «Forse non sono portato».
In realtà, la paura del microfono è una delle esperienze più comuni nel lavoro vocale. Succede nel doppiaggio, negli audiolibri, nel voice over, nei podcast e perfino a persone che nella vita quotidiana parlano con grande facilità.
Imparare il doppiaggio e continuare ad allenarsi non dovrebbero essere due percorsi separati. Da Lavorare con la Voce, corso e palestra convivono nello stesso metodo.
Chi vuole avvicinarsi al doppiaggio si trova spesso davanti a due possibilità: frequentare un corso per imparare la tecnica oppure cercare uno spazio in cui continuare ad allenarsi dopo aver già studiato. Nella maggior parte dei casi queste due esperienze restano separate. Prima si segue un percorso didattico, poi si cerca altrove una sala in cui esercitarsi, mantenere viva la recitazione e prepararsi ai provini.
Lavorare con la Voce nasce da un’idea diversa: unire corso e palestra di doppiaggio nello stesso luogo, con un metodo adatto sia a chi parte da zero sia a chi possiede già una preparazione.
C’è una frase che moltissime persone dicono appena sentono una propria registrazione.
“La mia voce fa schifo.”
A volte esce con una risata.
Altre volte con imbarazzo.
Altre ancora porta a chiudere subito l’audio dopo pochi secondi.
È una sensazione comunissima tra chi sogna di lavorare nel doppiaggio, negli audiolibri, nel voice over o più in generale con la voce. E nella maggior parte dei casi non significa affatto avere una brutta voce.
Anzi: molte persone che oggi lavorano professionalmente come doppiatori o speaker hanno avuto esattamente la stessa reazione la prima volta che si sono ascoltate.
Il primo giorno in una scuola di doppiaggio può essere emozionante e un po’ intimidatorio, soprattutto se non hai mai avuto esperienze simili. Non preoccuparti: è normale avere dubbi e domande. In questo articolo, ti spiegheremo cosa aspettarti dal tuo primo giorno e come affrontarlo con serenità, per iniziare al meglio il tuo percorso verso una carriera da doppiatore.
Viviamo in un mondo che dà importanza all’immagine. A come appari. A come ti vedono gli altri. Ma c’è qualcosa che lavora sotto la superficie. Qualcosa che non si vede… si sente.
La voce.
Sottovalutata, nascosta, temuta. Ma quando inizi a conoscerla davvero, può cambiarti la vita.
E se fosse proprio la tua voce a farti scoprire chi sei davvero?
Nel panorama delle scuole di doppiaggio, uno degli aspetti che può creare confusione per gli studenti è la mancanza di chiarezza nei costi e nei programmi. Alla scuola Lavorare con la Voce, abbiamo deciso di fare della trasparenza una delle nostre principali caratteristiche, perché crediamo che sia il primo passo per costruire un rapporto di fiducia con i nostri studenti. In questo articolo, spieghiamo perché abbiamo scelto la trasparenza e come questa filosofia aiuti chi sceglie di formarsi con noi.